Lentezza burocratica – 2

Sabato 28 Giugno 2008 at 8:37 (burocrazia, divorzio, lavoro, matrimonio)

Un aggiornamento su quanto descritto in questo post.
Le cose fortunatamente si sono sbloccate, complice un pressing a tutto campo fatto un po’ da tutti. Alla fin fine non abbiamo fatto escalation eclatanti, del tipo scomodare i media e via discorrendo – anche perché l’interesse per una vicenda del genere sarebbe stato abbastanza basso, in fondo io e la mia fidanzata non siamo di certo Briatore e la Gregoraci!
Nel giro di una settimana la sentenza di divorzio è stata protocollata e firmata e ieri mattina sono andato con la mia ex-moglie a firmare la quiescenza. A questo punto, però, la burocrazia non è ancora finita: il tribunale deve trasmettere il tutto all’anagrafe e poi all’anagrafe devono registrare la cosa prima di poterci permettere di fare le pubblicazioni di matrimonio.
Ricominciamo a essere un po’ ottimisti, tuttavia non abbassiamo la guardia. Non si sa mai. Al tribunale il cancelliere davanti al quale abbiamo firmato (no, non era lo stesso che ha protocollato la sentenza, troppo lavoro per lui si vede) ha parlato di un mese – un mese e mezzo in situazioni normali, però dato che c’è una situazione di urgenza si impegnano a trasmettere il tutto in anagrafe nel giro di una, massimo due settimane. Da lì in poi sono tutti cazzi dell’anagrafe, dove però hanno assicurato che per “emergenze” il mese solito (anche lì, cos’è, un tempo standard?) può accorciarsi.

Quello che lascia molto amaro in bocca è il fatto che ci si deve sempre fare in quattro per seguire questo o quell’ufficio, quando si ha a che fare con la pubblica amministrazione, sperare di non stare sul culo all’impiegato di turno o che non siano troppo oberati di lavoro (perché poi capita anche quello, che certi uffici abbiano davvero troppo da fare, in certi casi magari proprio per coprirne altri). Come se uno poi non avesse niente da fare durante il giorno: per dirne una, ho cambiato lavoro da due settimane e in questo breve periodo ho già fatto una ventina d’ore di straordinario – che per certe persone mi rendo conto non siano tante, ma per altre che nelle otto ore canoniche non riescono a mettere due firme in croce se non dopo che gli si è rotto i coglioni a oltranza…

Incrociamo le dita. Settembre è sempre più vicino.

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