Lentezza burocratica
Sono inviperito.
La mia fidanzata lo è anche di più.
L’antefatto: per poterci sposare, è necessario che prima io ottenga il divorzio dalla mia prima moglie, dalla quale sono separato da più di 3 anni e con la quale c’è un buon rapporto. Andiamo dall’avvocato, fissiamo l’udienza in tribunale e tutto sembra scorrere tranquillo, tanto che su rassicurazioni dell’avvocato – da quanto si dice il migliore avvocato divorzista a Torino – io e la mia fidanzata ci azzardiamo a cominciare i preparativi per il nostro matrimonio. La data che riusciamo a fissare con il ristorante, giù in Puglia, è il 7 settembre – data che anche a seconda dell’avvocato è fattibile. Intanto io e la mia oramai quasi ex moglie ci presentiamo all’udienza, ai primi di maggio: il giudice dice che di solito ci mette 60 giorni a emettere la sentenza ma data la vicinanza del nuovo matrimonio si adopererà per fare più in fretta che può. Così fa. Il 20 maggio la sentenza è bella e pronta, deve solo essere registrata. Ma l’avvocato non riesce a metterci le mani sopra, per poi farci firmare l’impegno a non impugnare la sentenza in modo da inoltrare la pratica all’anagrafe. Pare che il cancelliere sia indisponibile. La situazione si trascina per due settimane così, con le mie telefonate e le risposte dell’avvocato che non spiega più di tanto quello che sta succedendo: tutto quello che so è che si tratta solo di attendere da un momento all’altro la disponibilità del cancelliere a presenziare alla nostra firma.
Oggi: dopo un po’ di volte che chiamo io, è la mia ex moglie a informarsi. Il quadro è desolante: l’avvocato le racconta che alla cancelleria il responsabile è sempre malato e le sue assistenti non si danno da fare, ragione per cui sono indietro di DUE MESI con le protocollazioni dei divorzi. Dicesi protocollazione: apporre un numero e una firma. Una cosa piuttosto banale, soprattutto con i moderni sistemi informatici. Ma no, non si riesce, è una cosa troppo difficile, troppo lunga. Fatto sta che nella migliore delle ipotesi dovremmo aspettare ancora almeno un mese prima di sperare che la sentenza venga protocollata. Peccato che, se la situazione è davvero così grigia, sarebbe stato meglio saperlo prima, dato che nell’ultima settimana abbiamo cominciato a spedire le partecipazioni. Il rischio di veder saltare il nostro matrimonio è concreto.
Non so se essere più incazzato con l’avvocato, che si è preso 2000 euro per una pratica di divorzio consensuale che probabilmente non vedrà più in tutta la sua carriera, da quanto è stata facile da gestire e che avrebbe dovuto farmi sapere per tempo che le cose stavano in questo modo, o con quei fagnani della cancelleria del tribunale di Torino (Brunetta, dove sei quando servi?). Nel dubbio, domani pomeriggio risentirò l’avvocato e le presenterò le mie rimostranze e sabato mattina sarà la volta della cancelleria.
Speriamo serva a qualcosa. A ogni buon conto, questa entry nel blog è solo il primo passo: dovessimo avere le risposte sbagliate proveremo a contattare i giornali. Magari non sarà molto utile, però un po’ di sana curiosità mediatica dovrebbe essere corroborante, specie in tempi in cui i dipendenti della PA dovrebbero essere un po’ più controllati. Ammesso che ci si riesca, a stimolare la curiosità mediatica.

Irish Coffee ha detto,
Giovedì 19 Giugno 2008 a 7:38
penso che di persone che han subito un torto simile ce ne possano essere tante
e tutte queste tante forse han proprio sbagliato a star zitti
non so cosa si debba fare per scatenare quell’uragano che è l’opinione pubblica,
ogniuno ha interessi per quel che gli tocca, ma sicuramente ci sarà qualcuno che ascolta, che legge
il dire la nostra ogni tanto penso che sera non solo a sfogarsi ma ad informare chi gestisce la situazione che non siam tutti così tonti
io andavo avanti, e che cavolo..
kendalen ha detto,
Giovedì 19 Giugno 2008 a 8:21
Infatti cercheremo di fare così, anche se personalmente sono il tipo che di solito sta zitto. Stavolta però non ci vado di mezzo solo io!
http500 ha detto,
Giovedì 19 Giugno 2008 a 9:37
vai e sistema!