Correttezza
In generale sono una brava persona.
Alle volte, però, capita che qualcuno si comporti in modo talmente schifoso che mi verrebbe voglia di mettere da parte tutto il mio buon carattere e mulinar mazzate.
Parliamo di lavoro, quindi non di cose per le quali occorra discutere l’opportunità e l’applicabilità della pena di morte. Come accennavo in un post precedente, sto cambiando: mi è stata fatta un’offerta molto interessante (non di quelle che “non si possono rifiutare”) e cercando di mettere sul piatto della bilancia tutti i pro e tutti i contro ho deciso di accettarla. Almeno, avrò un lordo leggermente più alto (ma un netto più basso), una garanzia di restare a Torino un po’ più solida (contro la prospettiva di finire a Trento, che per il mio futuro matrimonio sarebbe stata poco simpatica) e un ruolo di progettista per un software che sulla carta pare abbastanza interessante. Certo, ho dovuto dimezzare il tempo di preavviso, ma ho insistito per non accorciarlo troppo e per fare in modo di terminare le mie attività presso il cliente attuale, con il quale il rapporto è ottimo.
Il caso vuole che stia mettendo mano sui progetti di una persona che se n’è andata alla fine dell’anno scorso. Qui cominciano i miei problemi. Ma torniamo indietro di qualche mese.
L’individuo in questione, che chiameremo Tolberto Desiderio Clodoveo (abbreviato per comodità in TDC), a novembre del 2007 comunica l’intenzione di cambiare aria. La cosa divertente è che lo comunica un giovedì, annunciando che il suo ultimo giorno sarà… venerdì!
Un paio delle persone che lavorano con lui sentono un’improvvisa lama gelida scorrere lungo la colonna vertebrale, dall’alto verso il basso, e quando la sensazione termina (perché a un certo punto è la schiena a terminare), la lama si trasforma in qualcosa di meno tagliente che spinge nelle parti basse. Chi viene chiamato, il venerdì mattina, per l’improbo passaggio di consegne – e di uccello padulo?
Il caso vuole che il birbantello in questione si esibisca in un’esperimento di escapologia che farebbe impallidire perfino Houdini: in pausa pranzo fa perdere le sue tracce sparendo, pare, in una nuvola di zolfo. Salta quindi il passaggio di consegne, con mio ingenuo sollievo.
Come però si sa, il destino è beffardo e questo boomerang prima o poi doveva arrivarmi ad altezza organi riproduttivi.
E quindi eccomi qua, a dover sistemare una certa quantità di software prima della mia partenza, che avverrà da qui a due settimane. Manco a farlo apposta, c’è anche roba sua. Lo sentite quel fischio che si avvicina, minaccioso? Sì? Ecco… aspettate ancora qualche secondo…
FiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiSTUNC!
Si pregano i cortesi lettori di proseguire immaginando che a raccontare sia una voce bianca.
L’amico TDC, piccolo particolare, è sparito portando con sé buona parte del codice sorgente non versionato di progetti già in produzione – dove in produzione ci sono solo i compilati. Modus operandi: tenere tutto sull’hard disk in locale e brasarlo il giorno prima di dileguarsi. Se non siete programmatori e non capite le implicazioni, vi invito a parlarne di persona con qualcuno che ne sa: non perdetevi la smorfia di orrore che percorrerà il loro volto e il lampo di odio incondizionato nei loro occhi. Da parte mia, vi invidio molto.
Sempre l’amico TDC ha disseminato il codice di perle che rappresentano il perfetto bignami del pessimo programmatore. Chiaramente, tocca a me sistemare, in queste due ultime settimane. Grazie al cielo oggi è venerdì e mi aspetta un weekend lungo nel quale ricaricare le batterie!
Ora, non mi azzardo a dire che il lavoro sia sempre rose e fiori (anzi!) e che quando uno se ne va da un ufficio debba sempre farlo rimanendo in ottimi rapporti con tutti. Ma un briciolo, dico un briciolo, di correttezza professionale, quello sì che lo pretendo – e lo offro, visto che per il progetto di cui dicevo all’inizio mi era stato detto di cominciare subito. Non sopporto chi non solo lascia in un letamaio i propri colleghi, ma fa anche un’onda bella grossa prima di andarsene – tanto più che TDC non aveva alcun motivo di astio con chi lavorava direttamente con lui e se ne aveva con i capi, di certo non era comportandosi così che poteva vendicarsi di loro.
Vabbé, poteva andarmi peggio, in fondo.
Poteva piovere.
Ehm…
