Da Bruxelles a Chiaiano

Sabato 31 Maggio 2008 at 21:07 (ambiente, ironia, pensieri, spazzatura)

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Sapori antichi

Sabato 31 Maggio 2008 at 10:08 (basket)

Sono passati vent’anni, ma la finale è di nuovo quella:
Los Angeles Lakers – Boston Celtics
I nomi sono cambiati, gli uomini simbolo non sono più Magic Johnson e Larry Bird ma Kobe Bryant e Kevin Garnett, speriamo non cambi anche il risultato finale.
Quindi, FORZA LAKERS!
:)

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Amazzonia

Sabato 31 Maggio 2008 at 9:58 (ironia, pensieri)

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Correttezza

Venerdì 30 Maggio 2008 at 15:01 (lavoro)

In generale sono una brava persona.
Alle volte, però, capita che qualcuno si comporti in modo talmente schifoso che mi verrebbe voglia di mettere da parte tutto il mio buon carattere e mulinar mazzate.

Parliamo di lavoro, quindi non di cose per le quali occorra discutere l’opportunità e l’applicabilità della pena di morte. Come accennavo in un post precedente, sto cambiando: mi è stata fatta un’offerta molto interessante (non di quelle che “non si possono rifiutare”) e cercando di mettere sul piatto della bilancia tutti i pro e tutti i contro ho deciso di accettarla. Almeno, avrò un lordo leggermente più alto (ma un netto più basso), una garanzia di restare a Torino un po’ più solida (contro la prospettiva di finire a Trento, che per il mio futuro matrimonio sarebbe stata poco simpatica) e un ruolo di progettista per un software che sulla carta pare abbastanza interessante. Certo, ho dovuto dimezzare il tempo di preavviso, ma ho insistito per non accorciarlo troppo e per fare in modo di terminare le mie attività presso il cliente attuale, con il quale il rapporto è ottimo.
Il caso vuole che stia mettendo mano sui progetti di una persona che se n’è andata alla fine dell’anno scorso. Qui cominciano i miei problemi. Ma torniamo indietro di qualche mese.
L’individuo in questione, che chiameremo Tolberto Desiderio Clodoveo (abbreviato per comodità in TDC), a novembre del 2007 comunica l’intenzione di cambiare aria. La cosa divertente è che lo comunica un giovedì, annunciando che il suo ultimo giorno sarà… venerdì!
Un paio delle persone che lavorano con lui sentono un’improvvisa lama gelida scorrere lungo la colonna vertebrale, dall’alto verso il basso, e quando la sensazione termina (perché a un certo punto è la schiena a terminare), la lama si trasforma in qualcosa di meno tagliente che spinge nelle parti basse. Chi viene chiamato, il venerdì mattina, per l’improbo passaggio di consegne – e di uccello padulo?
Il caso vuole che il birbantello in questione si esibisca in un’esperimento di escapologia che farebbe impallidire perfino Houdini: in pausa pranzo fa perdere le sue tracce sparendo, pare, in una nuvola di zolfo. Salta quindi il passaggio di consegne, con mio ingenuo sollievo.
Come però si sa, il destino è beffardo e questo boomerang prima o poi doveva arrivarmi ad altezza organi riproduttivi.
E quindi eccomi qua, a dover sistemare una certa quantità di software prima della mia partenza, che avverrà da qui a due settimane. Manco a farlo apposta, c’è anche roba sua. Lo sentite quel fischio che si avvicina, minaccioso? Sì? Ecco… aspettate ancora qualche secondo…
FiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiSTUNC!
Si pregano i cortesi lettori di proseguire immaginando che a raccontare sia una voce bianca.
L’amico TDC, piccolo particolare, è sparito portando con sé buona parte del codice sorgente non versionato di progetti già in produzione – dove in produzione ci sono solo i compilati. Modus operandi: tenere tutto sull’hard disk in locale e brasarlo il giorno prima di dileguarsi. Se non siete programmatori e non capite le implicazioni, vi invito a parlarne di persona con qualcuno che ne sa: non perdetevi la smorfia di orrore che percorrerà il loro volto e il lampo di odio incondizionato nei loro occhi. Da parte mia, vi invidio molto.
Sempre l’amico TDC ha disseminato il codice di perle che rappresentano il perfetto bignami del pessimo programmatore. Chiaramente, tocca a me sistemare, in queste due ultime settimane. Grazie al cielo oggi è venerdì e mi aspetta un weekend lungo nel quale ricaricare le batterie!

Ora, non mi azzardo a dire che il lavoro sia sempre rose e fiori (anzi!) e che quando uno se ne va da un ufficio debba sempre farlo rimanendo in ottimi rapporti con tutti. Ma un briciolo, dico un briciolo, di correttezza professionale, quello sì che lo pretendo – e lo offro, visto che per il progetto di cui dicevo all’inizio mi era stato detto di cominciare subito. Non sopporto chi non solo lascia in un letamaio i propri colleghi, ma fa anche un’onda bella grossa prima di andarsene – tanto più che TDC non aveva alcun motivo di astio con chi lavorava direttamente con lui e se ne aveva con i capi, di certo non era comportandosi così che poteva vendicarsi di loro.

Vabbé, poteva andarmi peggio, in fondo.
Poteva piovere.
Ehm…

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Caso Alitalia

Venerdì 30 Maggio 2008 at 13:25 (governo, ironia, pensieri, soldi)

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Ci vuole flessibilità

Giovedì 29 Maggio 2008 at 21:49 (governo, ironia, pensieri)

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Sono colpevole

Giovedì 29 Maggio 2008 at 21:28 (ironia, pensieri)

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Sono sempre i migliori che se ne vanno

Giovedì 29 Maggio 2008 at 12:59 (musica, telefilm, televisione)

Apprendo solo ora dal blog di Paolo Attivissimo che una decina di giorni fa ci ha lasciati Alexander Courage, un nome che sicuramente sarà sconosciuto ai più. Ciò nonostante, credo che chiunque abbia sentito una certa sequenza di note:

Beh, è opera sua.
Per ricordarlo, la Film Music Society ha pubblicato questa pagina.
Grazie, Alexander.

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Maledetta discoteca!

Giovedì 29 Maggio 2008 at 0:35 (città, sfiga)

Un’ora abbondante per trovare uno straccio di parcheggio.
Ma la gente il giovedì non lavora?

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Parnell e Jones ci avevano visto giusto?

Mercoledì 28 Maggio 2008 at 13:59 (propositi, scrittura)

Oggi esce il settimo volume di Saper Scrivere, il corso di scrittura di Repubblica e L’Espresso, in collaborazione con la Scuola Holden di Torino. Da quanto ne ho scoperto l’esistenza, cerco di accaparrarmene una copia. Non che ci sia pericolo di non trovarne, anzi! Ma non si sa mai.
Ogni strumento in più che posso sfruttare per migliorarmi non può e non deve essere tralasciato.
Porsi un obiettivo potrebbe essere un ulteriore passo e allora, un paio di settimane fa, ho deciso di pormelo: entro fine anno uno dei miei romanzi – quello con maggiori potenzialità – deve essere pronto per poter affrontare un concorso di narrativa. Dove per “pronto” non si intende di sicuro “finito”: se c’è una cosa che ho imparato leggendo manuali di scrittura creativa, è che quando termini la prima stesura sei appena all’inizio del tuo lavoro. Fossi stato così furbo dieci anni fa, quando mi buttai senza nessuna preparazione specifica sul Premio Urania – non ottenendo manco le pernacchie della giuria, come è giusto.

Devo dire che, a riprendere in mano “Frammenti di passato”, titolo del decennale work in progress, con qualche conoscenza in più, l’effetto è stato stupefacente: come se mi avessero tolto un velo da davanti agli occhi, ho notato una serie al-lu-ci-nan-te di imperfezioni e incongruenze, cose per le quali nella mia beata ingenuità non sarei mai stato in grado di fare autocritica.
La sostanza è che mi trovo a dover riscrivere larghi brani, rimaneggiare pesantemente pezzi che ritenevo molto buoni: già solo per iniziare, ho dovuto estrarre dal primo capitolo un prologo che inizialmente era un flashback. Il risultato comincia a essere soddisfacente, ma conto di fare ancora di meglio, nel prosieguo. Pensare che sono appena a pagina 14 (di 267 della versione originale)!
Primo obiettivo intermedio: terminare questa prima, importante e drastica revisione entro fine luglio. È necessario, perché con il matrimonio imminente non ho idea di quanto riuscirò a fare tra agosto e settembre e gli ultimi mesi dell’anno vorrei dedicarli a limare, per quanto possibile, magari anche su consiglio di qualche lettore volenteroso e spietato.

Ci avevano visto giusto? Sì. Ora bisogna dimostrarlo.

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Colpo di genio

Martedì 27 Maggio 2008 at 22:22 (città)

'Non ci posso credere'

Per i non torinesi: AMIAT = Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino Spa. Quello delimitato in giallo è lo spazio dove solitamente vengono posti i cassonetti.
Credits: Henry O’Reilly, foto scattata con un iPhone (ci teneva che si sapesse)

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Mutui

Martedì 27 Maggio 2008 at 21:26 (casa, governo)

Il governo ha inventato il mutuo a tasso variabile e a rata fissa.
Sono impressionato: questo sì che significa colpire le banche.

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Dubbi immobiliari

Martedì 27 Maggio 2008 at 10:52 (casa)

In questi giorni, come se non bastassero tutti i pensieri e le cose in ballo (organizzazione matrimonio, la mia bimba, il cambio di lavoro, il romanzo su cui lavorare), con la mia fidanzata abbiamo cominciato a prendere in considerazione l’ipotesi di allargarci.
No, non intendo “ingrassare”, cosa per la quale non avremmo eccessivi problemi vista la propensione di entrambi ad apprezzare l’abboffo senza ritegno – e infatti in previsione delle nozze siamo stati costretti a metterci a dieta ferrea.
Sto parlando piuttosto di sistemazione logistica, insomma di casa.
Al momento viviamo in un buchetto di camera e cucina che fa molto “due cuori e una capanna” ma che comincia a esserci un po’ strettino. Sono circa 45 metri quadri, non molti, e quando teniamo con noi Stefy dorme nella nostra stessa stanza, il che per ora può ancora andare bene, ma a tendere avrà voglia di avere una cameretta tutta per lei, senza contare che prima o poi potremmo darle un fratellino/una sorellina e a quel punto lo spazio in più sarà qualcosa di poco meno che necessario.
Il nostro sogno, come ho accennato in un post precedente, sarebbe quello di riuscire a comprarci un pezzetto di terra e costruirci sopra una casa di legno. So che alle parole “casa di legno” la prima cosa che viene in mente è una baita di montagna (o, a scelta, la favola dei tre porcellini – ma tanto il lupo sarebbe già dentro la casa… :D ), ma provate a dare un’occhiata al sito della Rensch-Haus o a quello della WolfHaus. Non male, vero? Stiamo parlando di costruzioni consegnate 30-60 giorni dall’inizio dei lavori, chiavi in mano (quindi con tutto il necessario, impianti, santitari e piastrelle inclusi), a un costo variabile tra i 1200 e i 1800 euro al metro quadro. Edifici che consentono un notevole risparmio energetico grazie all’isolamento garantito dalle strutture, quindi meno soldi per riscaldarli d’inverno e meno soldi per raffreddarli d’estate. Ci piacerebbe anche dotarli di pannelli fotovoltaici in modo da essere indipendenti o quasi dalla rete di distribuzione.
Tutti questi desideri, però, cozzano con uno scoglio pressoché insormontabile: di terreni edificabili comodi (cioè a una distanza contenuta dalla città) e a un prezzo decente (poniamo circa 50.000 euro) non se ne trovano manco a cercarli col lanternino. Si parla di esborsi quattro, cinque volte quello che potremmo permetterci per il solo terreno. Davanti a questo ostacolo, abbiamo iniziato a valutare altre opportunità.
Gira che ti rigira, ne sono rimaste tre:

  • vendere l’appartamento dove siamo ora e prendercene un altro di valore analogo o poco più alto, fuori città, in modo da avere almeno una camera in più
  • tenere l’appartamento e affittarlo (sui 500 euro al mese dovremmo riuscire a prendere) e comprarne un altro come sopra o anche più grande, coprendo parte del mutuo con l’affitto
  • vendere l’appartamento e puntare direttamente a qualcosa tipo villetta a schiera, quindi facendo un mutuo pesantuccio assai

A ogni modo, l’idea è di andare fuori dalla città, i costi qui sono troppo alti e finendo in posti come Carmagnola o Chivasso (dove tra l’altro stanno costruendo molto) non dovrebbe essere troppo pesante farsi tutti i giorni avanti e indietro. A parità di prezzo, poi, si può avere una manciata di metri quadri in più e una costruzione nuova, che almeno in teoria rispetta gli ultimi obblighi di legge in materia di rispetto ambientale e risparmio energetico.
Non sono decisioni facili e non riusciamo a non pensarci, nonostante continuiamo a ripeterci che la decisione dovrà slittare a dopo il matrimonio.

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Lo faranno apposta?

Lunedì 26 Maggio 2008 at 19:33 (libri, televisione)

A prendere concorrenti di giochi a premi che non sanno nemmeno che è Fahrenheit 451 e non 90, 300 o x/2 (lasciando perdere altre domande banali)?

Servirà per far sentire meno ignoranti gli spettatori?

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Coinquilini

Lunedì 26 Maggio 2008 at 11:07 (casa)

Piccoli, pallidamente abbronzati e con una passione per la cucina.
Sono i nostri coinquilini.
Non parlano mai, non amano la luce e la compagnia. Da parte loro non abbiamo visto manco l’ombra di una pigione. Sarà per quello che cercano di fuggire quando ci vedono?
Li chiamo: i Gregor.

Stasera c’è la riunione di condominio, l’ultima deblattizzazione è troppo lontana nel tempo.

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