Oggi cucino io: il brasato al barolo
Martedì 24 Ottobre 2006 at 12:15 (barolo, brasato, cucina)
Ebbene sì, lo ammetto. La cucina è una delle mie passioni. No, non parlo solo dal punto di vista “passivo” (= mangiare scrofando all’inverosimile qualsiasi cosa commestibile mi si presenti davanti), ma anche dal punto di vista “attivo”.
Lo faccio di rado (ah, il tempo!), ma amo mettermi ai fornelli e preparare piatti più o meno complicati (non allarghiamoci, diciamo meno complicati
) – soprattutto la carne. Peraltro è una di quelle cose che riesco a fare meglio quando l’umore mi assiste, un po’ come la scrittura.
Una delle cose che mi danno più soddisfazioni è il brasato, piatto tipico delle mie parti e che è particolarmente adatto al periodo dell’anno nel quale ci stiamo inoltrando. Vi riporto una ricetta (una delle tante) che ho trovato su Perbacco:
Ingredienti (6 persone)
› Un chilo abbondante di arrosto della vena o cappello del prete (non avendo bene idea di che taglio di carne sia – beata ignoranza – personalmente consiglio anche il sottofiletto, giusto per non sbagliarsi)
› Olio extra vergine d’oliva
› Brodo di carne
› Sale e pepe
Per la marinata:
› Una bottiglia di vino Barolo
› Due cipolle, due carote, una costa di sedano
› 4-5 chiodi di garofano, un pezzo di cannella
› 3 foglie di alloro, un rametto di rosmarino, timo
› 3 spicchi d’aglioPreparazione
Sistemare la carne in una terrina, aggiungete le cipolle, le carote ed il sedano a tocchetti, gli odori di alloro, timo, aglio, rosmarino e le spezie e coprire con il Barolo.
Lasciare riposare la carne nella marinata per una notte.
Levare la carne dalla marinata, asciugarla e farla brasare in un tegame a fuoco piuttosto vivace fino a quando si sarà formata la tipica crosticina.
Abbassare la fiamma e unire il vino della marinata con tutte le verdure, gli odori e le spezie. Salare e pepare.
Controllare di tanto in tanto la carne rivoltandola e bagnandola col liquido di cottura.
Il vino deve restringersi poco alla volta fino ad assumere la giusta consistenza.
Verso la fine aggiungere del brodo di carne.
A cottura ultimata, togliere la carne, tagliarla a fette non tanto sottili ed irrorarle col fondo di cottura passato al setaccio.
Il brasato va servito caldo, eventualmente guarnito con cipolline d’Ivrea in agrodolce.
Rispetto a questa ricetta, aggiungo anche gli spinaci nella marinata e uso una cipolla sola, adeguatamente “spillata” coi chiodi di garofano, è chiaro. E, cosa importante, in realtà non lascio la carne a riposare nel vino una notte sola, ma almeno un giorno intero. Poi, una volta pronta la carne (ci va almeno un’ora/un’ora e mezza) e passato al setaccio il fondo di cottura (i cultori inorridiranno a sentire ciò, però io frullo il tutto
), affetto e faccio andare a fuoco molto lento le fettine ricoperte dal sughetto ancora per qualche minuto, in modo che anche l’interno si impregni un pochettino.
Il risultato? Beh, quello dipende da molti fattori. Prima di tutto la qualità degli ingredienti, è scontato: un pezzo di carne troppo duro o vino troppo economico possono trasformare una prelibatezza in un piatto senza infamia e senza lode se non addirittura cattivo o da buttare. Poi immagino conti il fatto di curare il tutto sin dalla fase della marinatura: non è che metto carne e verdura sotto vino e poi me ne dimentico per 24 ore… Di tanto in tanto rimesto, giro… Come ovviamente anche quando è tutto sul fuoco. Paiono consigli scontati, lo so. Me ne scuso.
Ho provato, per curiosità, a farlo anche con altri vini, il dolcetto e il barbera soprattutto. Buoni, per carità, ma col barolo… È proprio un’altra cosa!
E naturalmente, buon appetito!


coneja ha detto,
Martedì 24 Ottobre 2006 a 18:25
Sono a dieta!
astralla ha detto,
Martedì 24 Ottobre 2006 a 18:47
Bene, allora tu cucini e io mangio…
sono una campionessa in tema!
Ps. l’altro giorno da un amico ho sentito un barolo del 1994…Buono!
ape ha detto,
Martedì 24 Ottobre 2006 a 22:10
bello spettacolo visivo!
sonia ha detto,
Martedì 24 Ottobre 2006 a 22:55
Prepralo anche per me..io vado matta per il brasato e non lo so cucinare
kendalen ha detto,
Mercoledì 25 Ottobre 2006 a 8:45
@coneja: pure io… per il brasato, mi sa che se ne riparlerà tra qualche mese…
@astralla: guarda che ti prendo in parola!
pachiderma ha detto,
Mercoledì 25 Ottobre 2006 a 9:52
a quel paese i cultori che inorridiscono… allora… è pronto o no???
pachiderma ha detto,
Mercoledì 25 Ottobre 2006 a 9:53
dimentiao..
Beppone ha detto,
Mercoledì 25 Ottobre 2006 a 10:07
Ma è fantastico!!! Grazie ken.. qui da noi la polenta impazza e un brasato “ci morirebbe” a perfezione..
kendalen ha detto,
Mercoledì 25 Ottobre 2006 a 10:23
@pachi: è esattamente quello che penso anche io… d’altra parte il frullatore è molto più comodo e poi mica si pretende che io cucini per la regina d’Inghilterra!
Pronto? Ehm… magari… non mi ci far pensare ché tengo una fame…
@bepp1: troppo buono, troppo buono. E in effetti la polenta sarebbe la morte sua… Al mio pranzo di nozze c’era un piatto da me fortemente voluto che era un pezzo di fassone brasato al barolo appoggiato su un letto di polenta, con formaggio caprino sopra e contorno di semolini dolci fritti. Uno spettacolo da competizione!!!
Düsseldorfer ha detto,
Mercoledì 25 Ottobre 2006 a 11:17
Per me un uovo al tegamino e una pasta in bianco grazie!
kendalen ha detto,
Mercoledì 25 Ottobre 2006 a 16:57
@ape: mica solo visivo, anche il palato ne gioisce!
@sonia: bene bene, mi sa che dovrò farne un pentolone allora!
@dAss: sempre il solito, tu…
sonia ha detto,
Venerdì 27 Ottobre 2006 a 16:37
va bene preparamelo pure il pentolone…basta che non sia carne d’uccello! ;O)