Intervista a LaCasa
Forse qualcuno di voi avrà notato, al di sotto del blogroll, un link a un sito un po’ particolare. Chi ci ha cliccato sopra, si è trovato nelLaCasa, la home page (nel vero senso della parola) di un gruppo musicale di grande valore che sta cercando di mettersi in luce.
Dal momento che ho avuto modo e privilegio di ascoltare il loro album “1+1=1″ (conoscere uno dei membri del gruppo è un vantaggio non da poco) e poiché sono rimasto assai colpito dai progressi che hanno fatto e dal livello che hanno raggiunto, ho pensato di presentarvi questa breve intervista…
Entrate anche voi nelLaCasa…
Kendalen: Come nasce il progetto LaCasa?
Arco: LaCasa nasce nel 2001, a casa di Arco, davanti ad un Mac G4 desktop.
Io e II avevano già suonato insieme, fino all’anno precedente, in un altro gruppo di estrazione diversa e ci eravamo presi anche delle belle soddisfazioni, per essere un gruppo che non aveva nessuno alle spalle: la comparsata televisiva in TV, alcune vittorie in manifestazioni per emergenti, una quasi-produzione. Piccoli passi, insomma.
Tuttavia il gruppo si sciolse per varie ragioni e dopo un periodo di sostanziale pausa, cominciai a pensare ad un nuovo progetto con basi radicalmente differenti.
Dopo aver abbozzato alcuni brani (fatti totalmente in casa con il beneamato Mac G4) coinvolsi nel progetto II e da lì nacque una lunga fase di integrazione fra i nostri background musicali, a volte al limite della rissa. ![]()
Ma ci conosciamo ormai da 15 anni e ne siamo sempre venuti fuori con ottimi accordi, in stile “convergenze parallele”.
Ciò che ci ha accomunato dal principio però è stato il desiderio di raccontare le nostre storie secondo un’ottica che fosse diversa da quella della classica canzoncina pop, pur non volendo rinunciare all’orecchiabilità dei brani.
Kendalen: Quanto di ognuno di voi c’è nelle vostre canzoni? C’è una divisione ben definita per esempio tra chi scrive la musica e chi scrive le parole oppure collaborate in toto?
LaCasa: Quasi sempre ciascuno scrive il testo e la musica del proprio brano, ne realizza una versione pre-arrangiata oppure la lascia “voce e chitarra”.
Poi la propone all’altro e da lì comincia un processo molto pittoresco di stravolgimento del tutto.
Di solito Arco tende a massacrare i brani smontandoli come fossero fatti di Lego, mentre II cerca di riempire ogni spazio sonoro come un uovo! ![]()
Da questa tensione nascono gli arrangiamenti finali.
Ora però stiamo imparando ad essere sempre più “coautori” sin dal principio, almeno per ciò che attiene alla musica.
Per i testi invece siamo ancora molto indipendenti. Ci limitiamo a suggerimenti reciproci.
Kendalen: Il parto di “1+1=1″ è stato piuttosto lungo o mi sbaglio? Ho visto almeno due demo distinte prima di riuscire a sentire l’album completo…
LaCasa: La lunghezza del “parto” è data proprio dal continuo lavoro che ci ha coinvolto, dalla composizione fino al master finale, oltrechè da una certa incontentabilità di fondo che ci accomuna. ![]()
Con questo progetto volevamo avere il totale controllo di tutta la fase produttiva, il che ci ha spinto a migliorarci in ogni settore, dal cantare una parte sino all’equalizzazione di un chitarrino in sottofondo alla fine di un brano.
Possiamo definire tutto ciò “maniacale”!
Kendalen: A sentire le vostre canzoni, sembra di cogliere un richiamo dal punto di vista musicale ai SubSonica, mentre i testi mostrano una profondità maggiore, quasi filosofica. Quali sono le vostre ispirazioni, i vostri punti di riferimento?
LaCasa: Apprezziamo molto i SubSonica, specie quelli del secondo e terzo album.
Musicalmente però sentiamo che la loro base di partenza è un ritmo più “ska” o “dub”, che è stato sapientemente “vestito” con sonorità elettroniche e poi ancora rock. Sicuramente con risultati originali ed emotivamente validi.
Noi ci sentiamo orientati, almeno in questo primo lavoro, verso un sound più elettronico e perchè no, anche più commerciale.
Per ciò che riguarda i testi, i nostri personali riferimenti sono altri e, a parte il grande Battiato, esulano completamente dal contesto musicale.
Kendalen: Fermo restando il fatto che il vostro è pop elettronico e l’elettronica ha un’importanza notevole nell’economia del disco, si colgono anche vaghe sonorità folk-etniche (in Nella Casa, per
esempio). E’ un tentativo di recuperare una parte delle proprie radici e fonderle con la modernità dell’elettronica oppure sono casi isolati? In altre parole, quanto è un elemento fondante?
LaCasa: L’elemento fondante è la sensazione.
Passiamo molto tempo a cercare un “mood” che sonoramente accompagni il senso del testo.
Tu alludi al clavicembalo, flautino, mandolino e organetti che imperversano in “Nella Casa”.
Ecco, in quel caso l’obbiettivo era dare un carattere “buffo” alla descrizione degli smarrimenti quando ci si è appena svegliati.
Poi chi vuole può andar oltre e chiedersi cosa per noi significhi “essere svegli nella casa”, cercando magari alla tal pagina di un tal libro.
Ma prima di tutto per noi è importante che arrivi la sensazione di tutto ciò, attraverso un “clima sonoro” ben determinato.
Per raggiungere tale scopo non ci sentiamo di porre il veto a nessun genere musicale e crediamo anzi che non saremo eternamente legati al sound elettronico per poterci esprimere.
Il suono dev’essere funzionale all’idea che abbiamo in testa.
Kendalen: A mio modo di vedere, c’è almeno una canzone dell’album che potrebbe senza problemi uscire come singolo (Riflessi, per la precisione), avete già pensato eventualmente a quali brani vi piacerebbe dare maggiore visibilità?
LaCasa: Abbiamo cercato di identificare potenziali singoli, ma crediamo d’esser diventati del tutto inaffidabili nel deciderlo, essendone saturati!
Kendalen: Classica domanda, quali sono i vostri progetti attuali?
LaCasa: Ora stiamo riarrangiando in chiave acustica (chitarre, violini, fisarmonica, basso e percussioni) i nostri brani e alcune cover che riteniamo di poter accostare per tematiche ai nostri pezzi.
L’idea è di poter proporre la nostra musica in contesti non necessariamente orientati al pop, ma di essere più versatili.
Questo ci permette anche di capire se, al di là dell’arrangiamento, il singolo brano si regge sulle sue gambe (testo e accordi)
Il tutto ovviamente in vista delle occasioni live su cui stiamo lavorando.
Kendalen: Oltre al sito, come avete intenzione di sfruttare internet?
LaCasa: Abbiamo molte idee al riguardo, ma al punto tale che dovremmo assumere qualcuno per realizzarle! ![]()
A parte gli scherzi, vorremmo realizzare un podcast che sia l’estensione della nostra sezione blog, in cui non si parli necessariamente di musica, ma anche di ciò che più ci sta a cuore: l’essenziale.
Sarebbe bello poi realizzare un video e pubblicarlo su un servizio alla “youtube”, ma siamo un po’ indietro come conoscenze e tecnologie in quel campo.
Chissà, magari dopo questa intervista incontreremo un regista interessato!
Le mie cinque strane abitudini
Kendalen, sei stato nominato.
Con questo laconico messaggio, un raccapricciante dAss travestito da Dariabignardi/Barbaradurso/Alessiamarcuzzi (fate voi) mi ha comunicato la chiamata alle armi per partecipare a questa simpatica iniziativa. Rimetto sul trespolo il pappagallo (NON il pappaderma) imbalsamato reduce dal Pirate Day, conscio del fatto che non ripeterà più Polly vuole il cracker (motivo primo della sua imbalsamazione), e mettendomi nella classica posizione del Pensatore di Rodin (ma sulla tazza del cesso) medito su quali siano le mie cinque strane abitudini ™.
Dopo qualche istante, ecco cosa ne è venuto fuori (dalla meditazione) :
1) quando compro o mi viene regalato un libro, leggo SEMPRE le ultime due o tre frasi, ben sapendo che nel momento in cui lo inizierò le avrò già scordate
2) in macchina, ho la mia sequenza predefinita di movimenti: apro portiera (eh, no, non sono uno dei Duke), entro, frontalino autoradio, chiudo portiera, cintura, metto in moto, tolgo freno a mano, tocco cambio-frenoamano-cambio-frenoamano (che sia ossessivo compulsivo?), parto.
3) quando cucino qualcosa che abbia dentro la salsiccia (spezzatino, sugo per la polenta, ecc. ecc.) finisco sempre per mangiarne circa la metà cruda (astenersi doppi sensi, please…
)
4) in ufficio, la mattina, controllo sempre i soliti 4 siti prima di fare qualsiasi altra cosa: gmail, libero, tuttowrestling e nextgame. Poi, a ruota, il mio blog, repubblica e punto informatico.
5) prima di uscire di casa, saluto uno per uno tutti i miei amichetti immaginari: sgnappo, kurtz, mariomario, luigimario, mad man pondo, trinchettolomeo, ducatone il soldatone, maria giovanna, giovanna d’arco, arco di volta, alessandro volta, sgnappo ancora una volta, c’era una volta la figlia del re, malefica la strega, parappa the rappa, mimì, cocò e la terza di cui non ricordo il nome, grazia, graziella e come prima, pastronio, numa, massenzio, sabanello, pusterle il genio e soprattutto actaruso capitan arlocchio. Per farlo ovviamente ci metto un bel po’, quindi onde evitare di arrivare tardi in ufficio sono costretto ad alzarmi prestissimo (di questa abitudine, solo una parte di quello che ho raccontato è vera… chissà quale…).
And my nominees are:
and…
Ora… non so né se lo abbiano già fatto (ma mi pare di no), né se siano interessati… Ergo mi scuso, nel caso…
Pirate Day!
… e per finire la presentazione degli equipaggi di questa prima regata in occasione del Pirate Day, ecco i Bloggotti di Mompracem. Ricordo che l’agenzia di scommesse (già distributrice ufficiale di orologi) Moggi & son dà questo equipaggio 17 a 1. Cogliamo dietro al timone il capitano Senpai, che indossa l’usuale feluca griffata WordPress e ha alla sua cinta una riproduzione della spada laser di Darth Vader; al suo fianco, con sguardo maligno e vagamente porcino sotto la bandana coi colori della Germania, è il temibile dAss, la cui crudeltà è testimoniata dalla t-shirt bianca con su scritto “Kubrick? No, grazie” ™. Davanti a loro, inguainata in un tipico costume della sua zona (una tavoletta di cioccolata), abbiamo la tenace Sonia, in attesa di un solo cenno da parte del suo capitano per tramortire col turpiloquio i malcapitati avversari. Ma… cosa vedono i miei occhi? Ma sì, è proprio gidiSpugna, che come una trottola canterina (perché Sanremo è Sanremo) porta ai suoi compagni di equipaggio boccali di birra e spuma a tutto andar… Ouch! E’ inciampato! Cominciano male, i Bloggotti… Certo, il pachigallo pappaderma poteva stare un po’ più attento, mentre svolazzava tronfio intorno all’albero maestro!
Attenzione, il vostro Guybrush Threepwood, temibile pirata, vi annuncia che stanno per partire. Poco male, faremo la presentazione degli altri Bloggotti durante la gara.
Ecco che viene dato il segnale e le 4 imbarcazioni espongono il Jolly Roger! Sono partiti!
Bella la bandiera dei Bloggotti… notiamo che il teschio non sembra umano e che non ci sono due tibie, ma due… ali di pollo??? Qualcosa ci dice che il rancoroso kendalen non è estraneo a tutto ciò!
E’ subito bagarre. I Gagliardi Gaglioffi lottano testa a testa con i Pirlati della Malesia, mentre a una imbarcazione di distanza i Bloggotti tentano l’abbordaggio con i Bucanieri Bucaioli. Sono proprio curioso di vedere come farann… Per il corpo di mille balene! Esce dalla Santa Barbara una donna di nero vestita… ha in braccio un tenero coniglio… con gli occhi rossi… Sì, è proprio Jolanda Coneja! Parte dalla nave avversaria un urlo: “Oh che tu vuoi paaaaaaaaazzaaaaaaa” ™ seguito da una invero pessima interpretazione di “I will survive” a mò di sfottò. Pregevoli i costumi, peccato che assomiglino tutti a Jack Sparrow: Jack Sparrow grasso, Jack Sparrow magro, Jack Sparrow con l’acne, Jack Sparrow con la barba, Jack Sparrow senza barba. Coneja li guarda: “Di Jack Sparrow ce n’è solo uno! Ed è mio!!!” Non capisco, ma mi adeguo e nel frattempo la donna lancia il celeberrimo e feroce attacco di CAFAM (Conigli Assassini Fors’Anche Mannari – ™ ) che in pochi istanti decima i Bucanieri Bucaioli! Sono fuori!!! Il pubblico è in delirio!!!
Intanto ecco che i Gagliardi Gaglioffi sono riusciti a scrollarsi di dosso i Pirlati della Malesia convincendoli che il traguardo si trova alla fine del gorgo qualche miglio più in là, precisamente tra i tentacoli della piovra gigante che lì vi dimora. Non ci posso credere, amici telespettatori, nemmeno io, Guybrush Threepwood, temibile pirata, sarei mai cascato in un trucco del genere!
Fasi di stanca, sugli spalti qualcuno comincia a usare la gamba di legno per grattarsi la schiena. Partono i primi sbadigli mentre finalmente Gaglioffi e Bloggotti sono in vista del traguardo… il vascello dei Bloggotti è assai più veloce, complice l’efficace azione propulsiva di pachigallo pappaderma, e lo sguardo di Senpai è vieppiù cattivo, ma ecco che i Gagliardi Gaglioffi tirano fuori le colubrine e fanno fuoco!!! Piovono palle di ferro intorno ai Bloggotti, la cui reazione non si fa attendere: sono MadRiot e Sonia i primi a rintuzzare gli attacchi a insulti e sputi, mentre dietro di loro Sonia Kn77 prepara un cannone. E se lo accende. In piedi sulla polena, è Teo Banzai che come nemmeno Goemon di Lupin III fa a fette tutto ciò che cade nelle sue vicinanze, compreso un pezzo dell’aereo di Lost che non si sa come è finito da queste parti. Tacku compone il 187 per far impazzire qualche operatore. DAss si apparta sotto coperta con una fanciulla. Gidi fa girare un video di YouTube con un mix di marcette militari. Ma ecco che un colpo punta dritto al timone… In un impeto eroico, kendalen fa ruotare il suo pollo di gomma con carrucola in mezzo (surrogato non all’altezza di quanto perso a suo tempo) e colpisce la palla di ferro lanciandola lontanissima… Era dai tempi di Babe Ruth che non si vedeva una cosa del genere!!!
Vedo il pubblico che si agita… Saltano fuori i guantoni da baseball… Qualcuno si vuole portare a casa un ricordino, oggi! Ma no! Punta dritto… verso il chiosco del porchettaro! E lo prende in pieno! Accidenti, la parte anteriore della porchetta ne approfitta per fare una fuitina con uno dei cinghiali portati da Asterix e Obelix! E il porchettaro bestemmia nelle tre lingue che conosce: romanesco, trasteverino e basso frosinonese.
Ma è il segnale. Si scatena finalmente la rissa! Non c’è modo migliore per festeggiare il Pirate Day, amici telespettatori!
E’ una vera bolgia infernale, il conte Ugolino continua imperterrito a mangiare pop corn con la scusa che deve variare la dieta ma intorno a lui succede il finimondo. Hulk Hogan spacca una sedia pieghevole in faccia a Satana, che prova a protestare con un flebile “Lei non sa chi sono io! ™”. Non fa a tempo a finire che arriva un impiegato del catasto sovrappeso e con la maschera da psicopatico che gli frantuma sui denti una mazza avvolta nel filo spinato e, per dimostrare che non ha paura del dolore fisico, si butta dal terzo anello insieme a una scialuppa di salvataggio incendiata dai soliti tifosi interisti. Osama Bin Laden e Marylin Manson si picchiano alla canadese. Dopo qualche secondo, non sapendo come ci si picchia alla canadese, optano per prendersi a testate. Chuck Norris colpisce con inumana ferocia un tetrapak di latte scaduto, reo di averlo guardato storto. Kareem Abdul Jabbar sviene ancora una volta con indosso la sua maglia dei Los Angeles Lakers, mentre Bill Laimbeer e Charles Barkley se le danno di santa ragione. Cindy Lauper prende a colpi di catetere i Goonies, che sebbene ormai siano in età avanzata continuano a fare gli idioti. GiorgDabliùBusc si defila. CondomLiza Rice prova a farsi Saddam Hussein, che però con un’abile mossa riesce a seminarla in mezzo a un gruppo di cinesi. ToniBleir si defila. Carlo d’Inghilterra alza il kilt e fa inorridire un gruppo di talebani che si convertono immantinente a scientology. CondomLiza butta un occhio, sorride malignamente e prima di poter allungare le sue grinfie sul regal pacco viene tramortita alle spalle da Camilla Parker Bowles. Michael Jackson, alla vista di tutto questo orrore, sbianca. Michael Moore insegue GiorgDabliùBusc e ToniBleir con una videocamera super8 in mano, ma viene abbrancato dal porchettaro e steso su un tagliere. Michael Jordan cerca di strozzare Bugs Bunny perché ne ha le palle piene di vedere sprecati i suoi assist. Michael J Fox e Michael Cimino piangono l’uno sulla spalla dell’altro perché ormai più nessuno si ricorda di loro. Pasquale Bruno entra a piè pari sulle caviglie di Casiraghi. Rijkaard sputa in testa a Voeller. Annoni entra ad altezza ginocchio su Baggio. Totti sputa a fontanella e un energumeno con i baffi come quelli di Lemmy dei Motorhead lo fa stramazzare a terra con un martello da fabbro. Materazzi e Derossi litigano su chi dei due deve finire a gomitate uno Zidane ormai sanguinante ai loro piedi. Gattuso gira su se stesso ringhiando a vuoto. Tronchetti picchia Provera. Cordero picchia Montezemolo. Fini picchia Bossi. Bertinotti picchia Fassino. Prodi si guarda disperatamente intorno alla ricerca di qualcuno che lo picchi, ma non lo caga nessuno (nemmeno la parte anteriore della porchetta tornata a vedere quanto sta accadendo, con una sigaretta accesa in bocca). Finalmente i suoi occhi si posano su un chihuahua con lifting facciale e bandana, il suo nemico naturale: si guardano e partono all’attacco a testa bassa. Quella di Prodi è più bassa perché CondomLiza lo ha preso per una caviglia e lo ha fatto inciampare e per la prima volta il chihuahua si ritrova con un avversario più nano di lui. Il porchettaro continua a bestemmiare, mulinando ceffoni unti e aromatizzati a porchetta e rosmarino a destra e a manca.
Volano i seggiolini dagli spalti. Ma cosa ci faccio qui? Amici telespettatori, io mi ci butto!
rumore di fondo
Ci scusiamo per l’interruzione, ma causa guasto tecnico la mondovisione del Pirate Day è stata interrotta…
Pensieri
Ieri sera, dopo aver fatto una (mal)sana sessione di jogging in the rain ed essermi dedicato a Lost (due puntate della prima serie, Speciale e Ritorno) e all’abbattimento dell’ottavo colosso di Fumito Ueda (i suoi Ico e Shadow of the Colossus sono la dimostrazione di come i videogiochi – o almeno alcuni – debbano ormai essere considerati arte), mi sono messo a letto ascoltando la delicata insistenza della pioggia sulla tettoia del mio balcone. Ho provato a mettere un po’ d’ordine nei miei pensieri, che spesso la sera sono un guazzabuglio informe che sobbolle come brodo primordiale.
Penso ai miei amici che stanno avendo qualche problema e spero tanto che li risolvano.
Penso alla donna che vorrei avere al mio fianco – non una qualsiasi, una in particolare – e che invece non c’è.
Penso a un’amica che mi ha molto deluso.
Poi penso a lei, che in questo momento è a casa della mamma nel suo lettino. La mia mente torna indietro di qualche mese: è una domenica, siamo appena usciti da casa della mia, di mamma, e un motorino troppo rumoroso passa in via Sacchi facendo rimbombare i portici. Stefania si stringe alla mia gamba sinistra, nascondendo il volto. Le accarezzo i capelli e lei mi fa: “La moto mi ha fatto paura”. Le rispondo che non deve aver paura, che finché c’è papà vicino lei è protetta (e mi pare di essere Marlin, il papà di Nemo, mentre glielo dico). Mi dà la mano e ci avviamo alla macchina. Attraversiamo corso Sommeiller.
Si ferma. Mi abbraccia di nuovo la gamba, ma non è passata nessuna moto. “Cosa c’è, patata?” le faccio.
“Ti voglio tanto bene…”
È la prima volta che me lo dice. Sento il cuore che mi si scioglie, mi inginocchio e la abbraccio, con gli occhi che trattengono a stento le lacrime di felicità.
Come cresce in fretta… Sembra solo ieri che diceva “focchietto”, “cancaneve”, “primpere” e “cocciolato”. Adesso li dice giusti, “fiocchetto”, “biancaneve”, “principe” e “cioccolato”, e un po’ quasi mi spiace.
Lunedì ha cominciato la materna, sono tutti entusiasti di lei. Si è già fatta i nuovi amichetti eppure ieri, anche se non voleva venire via dall’asilo, è poi stata affettuosissima con me.
La mia bimba. La mia felicità più grossa.
Mi addormento sorridendo.
![]()
Altro che…
… Jack Sparrow!
L’unico, il vero, il solo pirata è LUI ! Guybrush Threepwood!

Pozzi
La storia umana diventa sempre di più una gara tra la cultura e la catastrofe.
H.G. Wells
The power of love
Ammettiamolo, i post musicali di gidi mi mancano un pochino… Quindi, siccome chi fa da sé fa per tre (che però credo non valga per il sesso…), eccomi a fare da digei…
In piena crisi One shot ‘80, una rapida carrellata di canzoni TUTTE CON LO STESSO TITOLO!
Partiamo con Jennifer Rush, che nel 1985 ha inciso una “The power of love” della quale in tempi assai più recenti Celine Dion ha cantato la cover:
Tutti in pista, invece, con la versione di Huey Lewis & The News (1985), dalla colonna sonora dell’intramontabile “Ritorno al futuro” (Marty McFly rules!):
Per finire, i Frankie Goes To Hollywood, con quello che a mio modesto modo di vedere è il loro pezzo migliore (1984)…
Benvenuti…
… nella nuova magione della Bussola Strabica.
Chiedo scusa per il disordine, ma come per ogni trasloco che si rispetti ci metterò un po’ a disfare gli scatoloni e a mettere tutto al posto giusto. Anche le pareti devono ancora essere imbiancate come si deve, spero di non metterci troppo!
Un ringraziamento particolare a gidibao e a Senpai che mi hanno aiutato con il Transit a passare da blogger a wordpress.
Chi l’ha visto?
Dopo un lungo periodo infruttuoso, la ricerca del signor Rezzonico ha cominciato a dare qualche risultato. Lo ricordiamo, in seguito a una segnalazione anonima, ma che riconduce senza fallo a un agente della polizia ticinese, è stata seguita la pista mendrisiotta e qui e qui potete vedere segni tangibili della presenza del Rezzonico. La polizia si augura che non sia rimasto offeso di brutto brutto brutto – sebbene un informatore abbia fatto trapelare l’informazione secondo la quale potrebbe trovarsi in quel di Bizzarrone, luogo natìo di Fausto Gervasoni, antagonista storico del Rezzonico.
Speriamo di potervi dare informazioni più dettagliate nel corso delle prossime ore, il nostro gruppo di esperti è alacremente al lavoro per risolvere il caso quanto prima.
Passiamo ora a un caso che, purtroppo, è finito male per i suoi protagonisti. Ricordate kendalen e i suoi uccelli? Da più di un mese non se ne avevano più notizie e il kendalen, preoccupato, ci ha contattati per poter ritrovare gli amati beni. La crudeltà della realtà supera qualsiasi commento e ci è pianto il cuore a scoprire che i compagni di vita del suddetto avevano trovato dimora al nord, forse vittime di una deportazione o di un traffico clandestino di uccelli finalizzato alla polenta. Non ci è rimasto che avvertire il kendalen, il quale si è tempestivamente recato in loco. Come ben sapete, amici telespettatori, non amiamo la televisione del dolore, ma il dovere di cronaca ci obbliga a documentare: qui potete vedere l’addolorata reazione del kendalen.
Anche in questo caso, se avremo aggiornamenti saremo celeri nel riportarli…
Goldberg
Tempo fa, in un attimo di pausa dal lavoro, mi ero messo a cercare su YouTube qualche video su Bill Goldberg, wrestler dalla potenza devastante ritiratosi dalle scene da qualche anno. E vabbeh, tanto non è di lui che voglio parlare, né della mia (malsana) passione per questa discussissima disciplina.
Dicevamo… nel corso di questa ricerca, cosa ho trovato?
Una quantità incredibile di macchine di Goldberg (ma va?)!
Non si tratta delle quattroruote del suddetto lottatore, ma di ben altro: per chi non lo sapesse (bello, fare il superiore a posteriori…
), le macchine di Rube Goldberg sono quei marchingegni complicatissimi che sfruttando l’effetto domino eseguono “compiti” particolari partendo da azioni che non hanno nulla a che vedere con l’obiettivo finale. Avete presente nei cartoni quando un personaggio cerca di fregarne un altro mettendo in moto meccanismi strambissimi mentre la vittima guarda vagamente stupita sfere che si muovono, innaffiatoi che si svuotano, palloncini che scoppiano, ecc. ecc. finché non gli arriva sul grugno un cazzotto dato da un guantone da boxe montato su una molla? No?
Beh, allora… siccome vale più la pratica della grammatica, beccatevi questo:
Spero che ora sia più chiaro… ![]()
La cosa pazzesca è che mi si è aperto UN MONDO!!! Ce ne sono tantissime e, anche se alla fine trovare qualcosa di originale diventa arduo, sono quasi sempre divertenti. E tirano fuori il bimbo che è in ognuno di noi. Ci fanno perfino i concorsi!!!
Manco a dirlo, molti dei video che ho trovato su YouTube sono di giapponesi… chissà perché ma non mi ha stupito questa cosa…
