Meditabondo
E mentre la balance board mi sbatte in faccia che il weekend mi ha fatto di nuovo prendere 4 etti, mi ritrovo ad ascoltare lo sfogo di Travaglio, “mortificato” per la vicenda AnnoZero.
Sono dell’idea che ormai la televisione italiana non meriti più un AnnoZero o un Report: di certo, però, finché c’erano si poteva affermare con maggiore certezza che il servizio pubblico adempiva al suo compito. Ora che si vive nell’incertezza, siamo tutti un po’ più poveri (sì, anche tu che leggi, che pensi che fosse solo ciarpame e che magari ti abbeveri alla fonte di Fede).
Si fa presto a dire che la vera informazione si fa su internet. Per carità, anch’io penso che sia vero, però diciamocelo: la rete non ha la stessa capillare capacità di raggiungere un numero consistente di persone – né, a mio modo di vedere, ce lo avrà ancora per almeno una decina di anni. La televisione è sempre regina e legislatrice: povera lei, poveri noi, monodimensionale lei, monodimensionale noi.
Per chi non è allineato al comando, per chi dovrebbe “andare a morire ammazzato”, per usare una democraticissima e forbitissima espressione di nientepopodimenoché uno dei ministri più popolari di questo governo, per tutti questi, dicevo, l’unica strada è resistere, informarsi, cercare di informare chi non può o non vuole esserlo, non smettere mai di usare la propria testa. Finché ce l’avranno, finché ce l’avremo.
“Non può piovere per sempre”: lo diceva un personaggio che risolveva i problemi in modo discutibile, e il cui interprete ha fatto una gran brutta fine, ma è una verità sacrosanta.
Weekend impegnativo
Organizzare una festa di compleanno per una bimba di 6 anni, alla quale sono invitati altri bimbi più o meno della stessa età, è un’attività che andrebbe annoverata tra gli sport estremi. Per fortuna sabato le cose sono andate abbastanza bene e la piccola Stefy si è divertita assai. Un po’ meno io e mia moglie, quando abbiamo dovuto ripulire tutto… Ma sono cose che si fanno stra-volentieri!
La domenica, in compenso, ci siamo rilassati andando a vedere Il mio vicino Totoro, finalmente uscito con il doppiaggio in italiano dopo un’attesa di 21 (VENTUNO!) anni. Piaciuto a me, piaciuto a mia moglie, piaciuto a Stefania: cosa si può volere di più dalla vita?
Non ho più osato posizionarmi sulla balance board: tra la festa e la cena di ieri sera ho di sicuro svaccato. Urge rimettersi in carreggiata, al più presto.
Piccante
Oggi è andata meglio: sono riuscito a far continuare a Baudolino il suo racconto e al ritorno, nonostante qualche bizza, Ubuntu ha fatto il bravo e ho scribacchiato due o tre cosette.
Tornato a casa, la Balance Board mi ha comunicato la perdita di ben 7 etti, al che ho festeggiato con una fetta di pane spalmata di “Capriccio di pesce”, gentile omaggio culinario di un collega calabrese (pesce ghiaccio, olio di semi di girasole, sale e peperoncino).
E sì, oramai la mia passione per il cibo piccante sta toccando nuove vette. Cerco di assaggiare quante più cose riesco a base di peperoncino e, da questo inverno, penso di partire con la coltivazione di tre specie: habanero chocolate (o similare), hot lemon e naga morich (o similare). Del primo ho già una decina di semini, mancano gli altri due!
Sempre nuove avventure!
Perché non parli?
Giornata negativa, oggi.
Prima il viaggio nel carro bestiame (il treno prima del mio era in clamoroso ritardo – 60 minuti – e sono tutti saliti su quello delle 7.47), poi la riunione, infine l’Eee PC che con Ubuntu si rifiuta di far funzionare l’audio, di botto.
Ora, sarò storto io, ma senza musica non riesco ad applicarmi. E poi la cosa mi ha indispettito.
Ergo, niente Baudolino questa mattina e niente romanzo questa sera.
Adesso vediamo cosa mi dice la balance board – già mi girano…
Ah, è bastato riavviare un po’ di volte e l’audio è andato a posto. Che niente niente Ubuntu si sta Windosizzando?
Il punto della situazione
Pensieri sparsi.
Le vacanze sono state deleterie. Sono tornato a quota 95 chili e la Balance Board, giustamente, mi ha dato dell’obeso.
Quindi, si ricomincia con la dieta. Nella prima settimana ho perso 3 chili e cominciavo a essere un filo più tranquillo.
Stamattina, però, dal dottore ero di nuovo 95. Complice il fatto che ero completamente vestito, di sicuro, tuttavia è stato un colpo al mio amor proprio. Per non parlare del fatto che, parole sue, i fattori di rischio sono importanti.
Per fortuna pare che il dolore al torace sia solo qualcosa di intercostale!
Stasera, 13 minuti di corsa per il mio Mii, dopo un tempo inenarrabile: ero distrutto, alla fine. Ben mi sta, dovrò fare ben altro per tornare a un livello accettabile.
Di ritorno, sul treno per Carmagnola (mia nuova residenza, da 3 mesi), mi sono accorto che l’ordine di due capitoli del romanzo che sto scrivendo deve essere invertito. Per fortuna avevo fatto uno schemino, a suo tempo! Ora come ora mi serve solo come promemoria, ma mentre scrivo (poco) cambio (molto). Piovono cose strane, lì, e la gente quasi non ha il tempo di aver paura.
Si ha da continuare (traduzione liberissima dell’anglofono “to be continued”
)…
P.S.: per i vecchi amici bloggistici che passano ancora di qua, sono inaffidabile e discontinuo… Perdonate la mia latitanza…
Piccola anticipazione 2 – Facce da matrimonio
Ci siamo quasi
Oggi, non mi par vero, è l’ultimo giorno di lavoro prima delle agognate e sospirate vacanze con matrimonio annesso.
I due mesi passati da quando ho cambiato azienda sono stati estremamente impegnativi e stressanti, di tempo per me e per la mia fidanzata ne ho avuto troppo poco. Per fortuna i preparativi per le nozze erano sufficientemente ben avviati e la cosa non ha influito troppo. Ha influito però sul mio stato di stanchezza (leggi: fusione mentale) che ha raggiunto livelli che avevo scordato: dal mio vecchio cliente facevo sempre otto ore spaccate al giorno, qua ne faccio dieci se va bene e anche qualche weekend. Andandomene in ferie, non mi resta che sperare che vada tutto per il verso giusto da queste parti. Ho fatto tutto il possibile e in certi casi anche di più, sarebbe un peccato se il progetto dovesse vacillare in mia assenza (per carità, nel caso vacillerebbe anche in mia presenza, non ho purtroppo raggiunto il livello di divinità per cui posso decidere le sorti di cose più grandi di me!
). Mi sento anche un po’ egoista a pensare che la prima consegna sarà mentre mi troverò spaparanzato con l’ombelico al sole sulla nave, a sorseggiare un mojito ([homer mode on]aaaaaaaaaaah… mojito[homer mode off]) o a strafocarmi di sushi ([homer mode on]aaaaaaaaaaah… sushi[homer mode off]), poi però mi dico che sono rimasto qui a Torino a ruscare mentre quasi tutti gli altri staccavano la spina e i sensi di colpa per un attimo se ne vanno.
Non vedo l’ora che arrivi il giorno del matrimonio. La mia non è agitazione, in fondo ci sono già passato una volta, è proprio entusiasmo. Entusiasmo non solo per la festa e il pranzo luculliano che ci attende in quel di Santa Cesarea Terme, ma anche e soprattutto per poter esser sposato con la mia fidanzata. Roba allucinante, vero? Se me lo avessero detto quattro anni fa che mi sarei ritrovato così, mi sarei messo a ridere. O a piangere, non so. E invece… Beh, il merito è di Tiziana, che per fortuna è arrivata nella mia vita. Sigh, fine del momento melenso, rimettete nella scatola gli antiemetici.
Naturalmente c’è anche un altro motivo per cui sono entusiasta del matrimonio, ed è perché finalmente rivedrò la mia bimba dopo un mese. La sento ogni due giorni, ma al telefono non è proprio la stessa cosa rispetto a passare del tempo con lei: per il matrimonio si tratterà poi solo di poche ore, però saranno preziosissime. Mi manca tantissimo.
Quindi, mi tocca abbassare le serrande e mettere il cartello “Chiuso per ferie”, qui sul blog, a mò di arrivederci. Ci si “rivede” poi a settembre inoltrato, quando gli alberi cominciano a ingiallire e i kendalen portano l’anello al dito (invece che al naso) e magari espongono le foto.
P.S.: dAss, mi raccomando, comportati bene!











